Sono un trasfertista
Perché sono un trasfertista? Non è facile rispondere a questa domanda, specie se lo si fa per una flebile speranza che si spegne sempre più ogni settimana che passa. So solo che sono un trasfertista
indipendentemente da tutto e da tutti. Non è questione di risultati sportivi o magari di “rispetto” se vogliamo leggere la cosa da una mentalità ultras, il fatto è che l’aria che si respira la mattina appena svegli è diversa, è frizzante, si può percepire sulla pelle quell’attesa, quella voglia di esserci, quella voglia di non mancare, si può percepire tutte quelle cose che ti fanno dire oggi è un gran giorno. Oggi è il nostro giorno. E così come ogni gran giorno che ci aspetta, c’è una sveglia che suona, una doccia che ci aspetta e una sciarpa biancorossa da legare stretta intorno al braccio, perché, come è solito dire in questi casi, “fatti non fummo per viver come bruti, ma per seguir magnifica Fiorenza”.
Il ritrovo, come ormai consuetudine, è il mercato ortofrutticolo di Novoli, siamo pochi, quasi ridicoli a palesarci in palazzetti avversari armati di bandiere e striscione, ma non ha troppa importanza, prima dell’autostrada ci aspetta un bel kebab ricco di cipolla e salsa piccante perché a noi lo yogurt sulla carne ci fa anche un po’ schifo. Noi siamo quelli della Fiorentina con l’osso. Il tempo di finire la piada e saliamo sullo Scudo, se non possiamo salire sugli scudi, almeno uno può esser di buon auspicio. Prima fermata raccattare un compagno appiedato e poi l’A1 direzione Roma, il viaggio è tranquillo, la pioggia è nostra compagna per tutto il tragitto, obbligo fermata nei pressi di Fabro per timbrare il cartellino nei bagni e poi ancora in marcia. Il morale è alto, l’exploit della settimana precedente ha rinvigorito i nostri cuori e la rete di Bonazzoli pochi minuti dopo il sigillo di Sestu rincuora gli animi che prevedevano già una domenica nera come il cielo sopra di noi. Solite chiacchere a tutto campo sul basket giocato, e, ahimè, quando si parla di basket giocato viene sempre fuori il nome di Siena, fortuna che a poche ora da quel momento, almeno i bianco verdi ci regaleranno una piccola gioia. Il tempo scorre veloce mentre la truppa degusta biscottini sapor cioccolata gentilmente sponsorizzati da Mamma Dado, ancora qualche parola sulla partita che ci aspetta, infine il traguardo.
Finalmente la partita. Non abbiamo giocato bene, non siamo riusciti a dare continuità al nostro gioco, ogni volta che impattavamo, Palestrina, guidata da quella vecchia volpe che è Morri, riallungava, il tutto condito da un arbitraggio poco competente che gravava entrambe le formazioni di falli. Da registrare un’altra prova maiuscola di Simone, letteralmente immarcabile per ogni canotta arancio verde, per lui a fine partita il tabellino dirà 28 punti. Meglio del solito Romboli anche se il tecnico per proteste contro la tifoseria avversaria è di quelli che fa imbestialire non poco. Sotto le plance Luca si è battuto coraggiosamente strappando rimbalzi e facendo qualche buon canestro, ma la bassa percentuale ai liberi non ce la possiamo proprio permettere da un giocatore che va sulla linea della carità quasi 10 volte. Quando le speranze stanno svanendo ecco che un nostro parziale ci riporta in partita, poi Vitale riporta sul +2 i prenestini, infine Novi mostra un barlume del suo talento piazzando il pareggio quando il cronometro dice 17 secondi alla fine. Palla a Morri, dagli spalti si invoca a gran voce il fallo, consci che lasciare la palla in mano al riminese è come armare un assassino, ed in queste occasioni preferisco di gran lunga essere sotto di due (magari 1) e palla in mano che dover difendere un supplementare che non avremmo MAI e dico MAI vinto. La panchina è di altro avviso, Simone su Morri che lascia scorrere il cronometro, poi parte, aggira Cortesi, evita la stoppata in aiuto di Novi… solo rete… solo gelo.
Silenzio, lungo, triste, rassegnato, l’A dilettanti che si dissolve, lo spettro della retrocessione, mai troppo celato a dir la verità, che si palesa prepotentemente su di noi. E’ finita. Ci aspetta un viaggio di ritorno in cui nessuno ha troppa voglia di parlare, ben sapendo che, ormai, solo un miracolo ci può salvare. Però c’è un ma, da sempre, magari saltuariamente, i miracoli avvengono per davvero e quindi io domenica sarò ancora lì, in prima linea e con me spero tutti voi che state leggendo questo pezzo, perché abbiamo ancora almeno una partita prima di stampare la parola fine sulla nostra stagione, e quella partita io la voglio vivere a pieno perché in fondo al cuore un briciolo di speranza è rimasta, e nessuno al mondo me la potrà togliere.
Quindi forza Ragazzi. Vi festeggeremo o vi consoleremo, comunque vada saremo li con Voi. Fino alla fine.
Io sono un trasfertista, io non mollo mai.
Così è scritto, Vostro Dado.
cinque commenti:
Nelle parole di Dado c’è tutta la sintesi di quello che vuol dire esserci, andare in trasferta. Per il tifoso, quello vero, seguire la propria squadra in terra “nemica” è sempre una sensazione unica, un emozione da vivere,tutto ciò è ancora più vero quando ad andare in trasferta si è in gruppo, piccolo o grande che sia non importa, è quel non sentirsi soli che ti centuplica le forze. Di trasferte ne ho fatte tante, non solo al seguito del basket, ho iniziato a 12 anni, non ero a Firenze e ricordo ancora quella prima trasferta a Perugia, vinta sotto 90’ di diluvio,erano altri tempi e c’era un’altra atmosfera intorno ai campi di calcio, la stessa che dopo tanti anni ho ritrovato seguendo il basket, questa volta solo fiorentino e che ho assaporato ancora di più quando sono incominciate le trasferte con i Guelfi.Domenica , purtroppo, non c’ero, e in questi ultimi anni è stata la prima volta, quindi dell’emozioni delle speranze e della delusione della gara di Palestrina non dico niente ma immagino tutto. Il trasfertista, il vero tifoso, non può che far sue le parole di dado, perchè dopo ogni delusione ci sarà sempre una speranza…..in cui sperare, un qualcosa che ti farà avere la voglia di non mollare mai, comunque vada oggi, la voglia di un’altra trasferta, la voglia di essere ancora li con la nostra sciarpa al collo, con lo scudo in partenza e il kebab ricco di cipolla e salsa piccante sullo stomaco…...ricordati Gregorio la nostra promessa il giorno che faremo la Lega 2…......Noi siamo trasfertisti,e non molliamo mai.
Messere - 07 03 09 - 11:05
FATTI NON FUMMO PER VIVERE COME BRUTI, MA PER SEGUIRE MAGNIFICA FIORENZA. GRANDE G.G.QUALCUNO DOMENICA VI PENSAVA.A DOMANI….PER SEMPRE FORZA FIRENZE.
TORTELLO - 07 03 09 - 19:13
Respect!
Be®ns - 07 03 09 - 22:06
Grande Dado
Spud Webb - 07 03 09 - 22:21
Dado sei la ns bandiera!...meriti da solo la serie A….
gregorio - 09 03 09 - 11:28